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Tartufo - Rerum Natura

Tartufo

PREPARAZIONE DEL TERRENO COLOMBA METTERE A DIMORA LE PIANTINE

E ‘Sempre buona pratica e laddove possibile (pendenze e Presenza di scheletro permettendo) Lavorare il Terreno effettuando un’aratura a Profondità variabile da 20/40 centimetri preferibilmente Nel Periodo estivo . Una Volta Arato il Terreno SI dovranno TOGLIERE Tutti i Residui delle Piante e degli arbusti Presenti Dalle radici alle ceppaie, InOLTRE andranno asportate also le rocce e le pietre di Dimensioni pił grandi.Successivamente il Terreno andra sminuzzato Mediante un’erpice rotante e Sarà così pronto per la Messa a dimora. Si provvederà Così alla squadratura campo Mediante Picchetti Che serviranno a delimitare le file di posta del annuncio INDICARE la Posizione di Messa a dimora delle Piante e fungeranno also da tutori.

DENSITA E SESTI DI IMPIANTO

Nella Scelta della densita e dei sesti d’impianto Vanno premuroso le Dimensioni Che raggiungeranno le specie simbionti QUANDO Saranno adulte in alla base di Fertilità, l’esposizione e l’altitudine Dove e situato il Terreno e alla specie di tartufo prescelto.

Nella densita dell’impianto bisogna considerare also Che il tartufo nero pregiato tollera ombreggiamernti del Suolo Fino ad UN 60/70%, MENTRE il tartufo scorzone e bianchetto non Hanno PARTICOLARI esigenze.

Indicativamente SI va da ONU di minimo di 200 ad massimo di 400 delle Nazioni Unite Piante annuncio ettaro.Si adottano generalmente Sesti di Impianto Al Quadrato, rettangolo oa quinconce. Una Volta Stabilito assieme al Nostro tecnico il sesto Più idoneo al proprio Terreno SI Vanno Così un posizionare i Picchetti Ed Infine SI PROCEDE alla Messa a dimora delle piantine, eseguendo delle buche profonde circa 20 centimetri .. La piantagione va eseguita CORRETTAMENTE avendo Molta cura, tagliando con delle Nazioni Unite taglierina la fitocella (sacchetto) ove E Inserita la pianta senza tagliare o ROMPERE le radici , riquadro Suo il adagiandola con di terra Nella buca , avendo cura di rincalzare la pianta Fino al colletto e Non più in alto, senza pigiare il Terreno.

L’epoca Più idonea per la piantagione va da Novembre a Marzo multa .

RECINZIONE

Molto Importante prima della Messa a dimora delle Piante e bene effettuare Una recinzione perimetrale dell’appezzamento, per la Protezione Dagli Animali selvatici Quali (cinghiali, caprioli ecc.) InOLTRE SI potra also richiedere Agli Organi competenti la tabellazione di “Fondo Chiuso” che vieta l’ingresso alla tartufaia da altera parte di estranei. Eventualmente non potendo effettuare Una recinzione dell’intera zona SI dovra comunque preservare l’Integrità delle piantine mettendole Attorno Una rete cilindrica ben fissata al Suolo di Altezza e SEZIONE Variabili una Seconda degli Animali da cui SI DEVE proteggerle.

PRATICHE COLTURALI

La Manutenzione della tartufaia prevede Periodici sfalci Dell’Erba Mediante trincia stocchi Lungo le file di posta interfile. MENTRE Nelle immediate Vicinanze delle piantine SI dovra procedere manualmente Mediante leggerissime zappettature, strappando le erbe infestanti Vicine al tronco con le mani. In Terreni Molto compatti Puo Essere Utile per migliorare la Struttura e Avere tartufi di Dimensioni Maggiori, effettuare read sarchiature o erpicature at a Profondità di Pochi Centimetri, evitando Gli attrezzi rotativi.

IRRIGAZIONE

Pratica INDISPENSABILE Visti i Mutamenti climatici degli Ultimi Anni da effettuarsi da subito Durante i Mesi estivi per Un ottimo attecchimento delle piantine, ma altrettanto NEGLI Anni successivi per garantire buone e Costanti produzioni di tartufi. Gli Intervalli ei Volumi delle Irrigazioni Vanno comunque Studiati e programmati in Base alle pedo-climatiche CONDIZIONI DI OGNI singolo Impianto. I Migliori Sistemi di irrigazione Che ABBIAMO sperimentato finora, Sono Quelli una pioggia o con micro-aspersori. I criteri di irrigazione dovranno Essere eseguiti con Molta Prudenza, tenendo Conto del ciclo ottimale del tartufo e dell’andamento stagionale.Si potranno mettere a punto Piani di adaquamento in base di un Soluzioni Tecniche Che prevedano il monitoraggio dell’umidità del Suolo per ottimizzare Così SIA Gli Interventi idrici Che l’Impiego della Risorsa idrica.

PACCIAMATURE

In ambienti con scarsa o limitata possibilita di irrigazione E Molto Importante effettuare nda Mesi Più Caldi e siccitosi, pacciamature Attorno alle Piante con Materiale organico Quale (paglia, pula di riso, o erba di sfalcio) al bene di ridurre l’Evaporazione dell’Acqua dal Suolo e cosi mantenere il Terreno Più fresco e umido. La pacciamatura va posta Attorno alla pianta in primavera ma va Assolutamente rimossa alla dell’estate bene .

POTATURE

Le potature da effettuarsi nel periodo di Riposo vegetativo (Dicembre / Febbraio ) un Partire dal Secondo / Terzo anno limitandosi solista al taglio di QUALCHE rametto basale, per Avere Una maggiore insolazione e areazione del Terreno. Il portamento della chioma DEVE allargarsi Più che svilupparsi in Altezza, in Modo Che le radici abbiano Uno Sviluppo Orizzontale e superficiale.

RACCOLTA DEL TARTUFO

Dalla ns. ns Esperienza Nelle. impiantate tartufaie, la Produzione INIZIA MediaMente DOPO 7/8 Anni Anche se in Diversi impianti, ALCUNE Piante Hanno Iniziato un PRODURRE I Primi tartufi un 4/5 Anni. Il Nocciolo e il Carpino Sono Più precoci nell’entrata in Produzione, RISPETTO un Tutte le quercie Anche se quest’ultime Sono Più longeva. Noi consigliamo per Il rispetto e la Durata della propria tartufaia di SEGUIRE comunque i Calendari di Raccolta e di non collect Tutti i tartufi specie se fioroni oppure di piccole Dimensioni, per mantenere Una Certa carica sporale Nel Terreno e di non effettuare Durante la Raccolta, buche Troppo Grandi e di richiuderle subito DOPO con la medesima terra. Le produzioni Sono Molto Variabili della base alla natura del Terreno, Agli andamenti climatici alla possibilita di Poter effettuare delle Irrigazioni a Partire Dalla Formazione dei carpofori e Durante i MESI estivi.

Sostegno per l’avvio della coltivazione

L’associazione Rerum Natura ha deciso di sostenere coloro che intendono realizzare nelle valli alpine occidentali un impianto arboricolo finalizzato alla tartuficoltura, mediante un contributo finalizzato alla copertura di parte della spesa per l’acquisto di piante micorizzate da tartufo.

Il progetto in questione prevede la concessione di un contributo pari al 50% del costo dell’acquisto delle piante e dell’impianto e dopo due anni dall’impianto l’assegnazione di un ulteriore contributo pari al 30%, previa adeguata verifica.

Potranno accedere al progetto i residenti nell’area delle Alpi occidentali e i proprietari dei terreni situati in questa zona. In accordo con l’associazione dei tartuficoltori della Valle Grana sarà possibile ottenere, infine, consulenza per la realizzazione dell’impianto e della sua gestione.

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