Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
Scroll to top

Top

Nessun Commento

Gambero di fiume - Rerum Natura

Gambero di fiume

Un tempo, quando i corsi d’acqua della nostra penisola erano puliti e ben lontani, dunque, dalle condizioni attuali, erano popolati da una ricca fauna di invertebrati.
Tra questi, molti ricorderanno il gambero di fiume, altrimenti detto gambero d’acqua dolce (Austropotamobius pallipes, Lereboullet 1858).
Il gambero di acqua dolce è usato a scopo alimentare da secoli; le prime testimonianze relative al suo utilizzo culinare risalgono ai tempi dell’antica Roma, anche se la maggior parte delle testimonianze arrivano dal medioevo. Gli alchimisti quasi veneravano questi particolari animali, i quali, secondo le credenze di allora, custodivano il segreto della trasmutazione.
L’uso alimentare nelle tradizioni culinarie nord europee, invece, fu talmente massiccio da portare alla scomparsa di numerose popolazioni in epoche storiche.

Da un punto di vista sistematico, i gamberi d’acqua dolce, o Astacida, sono crostacei decapodi; purtroppo le relazioni filogenetiche con gli altri decapodi risultano ancora poco note e in continua revisione. Sono note due superfamiglie, Astacoidea e Parastocoidea: gli Astacoideacomprendono le famiglie Astacidae e Cambaridae, mentre i Parastocoidea comprendono l’unica famiglia dei Parastacidae.

L’antenato degli attuali gamberi di acqua dolce, diffusi in tutto il globo escluso l’Antartide, il continente Africano (con l’eccezione del Madagascar) e parte dell’India e dell’Asia, è assegnabile al genere Protoastacus, che popolava i mari del Carbonifero. Protoastacus dal punto di vista filogenetico è molto vicino agli astici e agli scampi attuali e, si ipotizza, abbia pian piano popolato gli estuari dei grandi fiumi, dando origine poi ad una radiazione adattativa che lo portò a diversificarsi in molte specie e ad occupare le acque dolci dei laghi e dei fiumi. Oggi, alcune specie specializzate , vivono in acque salmastre e in ambienti terrestri. Per esempio, il gambero australiano del genere Engeus vive praticamente sulla terraferma.

I gamberi sono i più grandi invertebrati viventi in acqua dolce. Astacopsis gouldi , che vive nelle acque della Tasmania, può superare i 4 K di peso.

Molti gamberi di acqua dolce hanno comportamenti etologici complessi; alcune specie vivono in gruppo e difendono attivamente la tana e il territorio. Altri sono biocostruttori e possono alterare l’ambiente in cui vivono. Per esempio la specie Fallicambarus devastator può scavare oltre 60.000 tante per ettaro di superficie.

Nel mondo sono classificate oltre 550 specie di gambero di fiume, la maggior parte delle quali vivono in Nord America e in Australia. L’Europa vanta sei specie autoctone appartanenti al taxon degli Astacidae (Astacus astacus, Astacus leptodactylus, Astacus pachypus,Austropotamobius pallipes, Austropotamobius torrentium e Austropotamobius berndhauseri).
In Italia studi di filogenesi molecolare hanno evidenziato la presenza della specie Austropotamobius pallipes nell’area nord occidentale, mentre il resto della penisola sarebbe popolato dalla specie Austropotamobius italicus.
Le due specie vivono in sintopia lungo i corsi d’acqua dell’Appennino ligure.
Austropotamobius italicus è ulteriormente classificato nelle sottospecie A. italicus italicus (Faxon, 1984) (Appennino tosco-emiliano), A. italicus carinthiacus (Italia centrale e nord-occidentale), A. italicus carsicus (Italia nord-orientale) e infine, nella (recente) sottospecie A. italicus meridionalis (Lazio, Abruzzo e Italia meridionale).

C. Souty-Grosset (1997) riporta invece quattro sottospecie di Austropotamobius pallipes: A. pallipes carsicus, A. pallipes italicus, A. pallipesfulcisianus e A. pallipes lusitanicus.

Le diverse specie e sottospecie di Austropotambius devono essere trattate come unità di conservazione distinte. Ciò significa che le diverse competenze regionali e provinciali devono considerare quale taxon è presente sul loro territorio nel momento in cui intendono effettuare programmi di re-introduzione e/o ripopolamento (Mazzoni et al., 2004).

Allo studio un progetto

L’associazione Rerum Natura ha allo studio un progetto per incentivare impianti di acquacoltura finalizzati alla reintroduzione del gambero di fiume e della trota marmorata (nostrana).

 

Loading Disqus Comments ...